Si dice transgender o transessuale?

I due termini vengono spesso utilizzati come sinonimi per indicare una persona la cui identità di genere non corrisponde al genere assegnato alla nascita. Tuttavia, ci sono delle importanti differenze.

Il termine transessuale deriva dalla tradizione psichiatrica, fa riferimento a quelle persone che si identificano con il genere opposto rispetto a quello assegnato alla nascita e che, solitamente, intraprendono un percorso di transizione medicalizzato. Questo termine, quindi, racchiude delle identità binarie, come MtF e FtM.
Transgender, invece, è un termine coniato dalle persone appartenenti alla comunità T e racchiude tutte le identità non cisgender, che quindi non si riconoscono nel genere assegnato alla nascita. Racchiude sia identità binarie che non binarie.

Da queste definizioni possiamo già fare delle considerazioni.
Anzitutto, possiamo dire che le identità transessuali sono un sottogruppo delle identità transgender. Usandoli come sinonimi, quindi, si rischia di escludere le identità non binarie. Questo non rischia di essere solo un’imprecisione, ma la conseguenza di un vero e proprio stigma: è ancora molto diffusa l’idea che esistano persone trans di serie A e di serie B. In questa visione, lə “verə” trans hanno un’identità binaria, hanno intrapreso il percorso medicalizzato, sia assumendo la terapia ormonale che sottoponendosi a tutte le operazioni chirurgiche, anche ai genitali. Tale concezione deriva dalla tradizione psichiatrica in voga fino a pochi decenni fa, che vedeva come sintomo di sicurezza il voler “completare” (termine utilizzato non a caso) il percorso medicalizzato. È la stessa tradizione, ricordiamolo, che ha coniato il termine transessuale. Tale visione è però in controtendenza rispetto le attuali teorizzazioni e ricerche scientifiche, che hanno portato alla depatologizzazione dell’incongruenza di genere e alla sempre maggiore valorizzazione delle identità non binarie.
Per questi motivi, il termine transgender, o semplicemente trans o trans*, è sempre più usato, sia dalla comunità T che da professionistə.

È quindi sbagliato utilizzare il termine transessuale? No, soprattutto se si ritiene essere l’etichetta che meglio descrive la propria identità. È importante, però, conoscerne il corretto significato per usarlo nel modo più giusto e rispettoso possibile.

Ava Reed is the passionate and insightful blogger behind our coaching platform. With a deep commitment to personal and professional development, Ava brings a wealth of experience and expertise to our coaching programs.

About the Coach ›

Newsletter

Weekly Thoughts on Personal Development

We know that life's challenges are unique and complex for everyone. Coaching is here to help you find yourself and realize your full potential.

About the Coach ›